Nuoto Baby

30

minuti

Livello: Facile
Limite di partecipanti
15
Trainers:

IMPARARE A NUOTARE PRIMA DI CAMMINARE CON IL NUOTO BABY.

METODO GILETTO

METODO ITALIANO PER L’INSEGNAMENTO DEL NUOTOBABY (O-3 ANNI) E PER IL RECUPERO DI DISABILITA’ PSICOMOTORIE IN ETA’ INFANTILE.

 

 

 

LA NOSTRA MISSIONE E’ INSEGNARE A NUOTARE AI BAMBINI IN ETA’ COMPRESA TRA 0 E 3 ANNI, DIFFONDERE UNA MAGGIORE SICUREZZA IN ACQUA, FAR PRENDERE CONSAPEVOLEZZA AI GENITORI CHE FANNO PARTE ATTIVA DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO E INSEGNARE LE TECNICHE DI GALLEGGIAMENTO E RIBALTAMENTO UTILI A SALVARSI LA VITA TUTTO NEL MASSIMO DIVERTIMENTO.

 

 

IL METODO

La Scuola Nazionale di Educazione Acquatica Infantile propone, in esclusiva, il

 

METODO ITALIANO (METODO GILETTO)

 

Utilizzato nella nostra Nazione per l’insegnamento del Nuoto Baby ( 0 3 anni ) e per il recupero di disabilità psicomotorie in età infantile, esso affronta e coinvolge gli aspetti generali e specifici della didattica natatoria in età precoce.

 

Denominato nella prima pubblicazione del 1990 “metodo sensoriale”, oggi

viene più propriamente definito “senso-motorio-riflesso-facilitato” o , più

comunemente “metodo Giletto”.

 

E’ costituito dalle seguenti 7 fasi sinottiche e consequenziali:

1) massaggio prenatatorio

2) adattamento fuori e dentro l’acqua

3) richiamo del riflesso di apnea e dei movimenti riflessi natatori degli arti

4) galleggiamento prono supino e verticale

5) propulsione in immersione

6) risalita in superficie

7) autonomia natatoria

 

Per comprendere a fondo e riuscire ad applicare questa metodologia, è necessario, prima di tutto, conoscere i presupposti scientifici che la hanno ispirata. Ci si riferisce in modo particolare allo studio delle tappe che caratterizzano lo sviluppo motorio del lattante, all’importanza del rapporto con la figura di riferimento, ai meccanismi di dialogo tonico che si instaurano con il bambino, allo studio sull’importanza della stimolazione percettiva in questa fascia di età. Solo più tardi sarà possibile apprendere la didattica specifica di ogni singola fase.

Esso affronta e coinvolge gli aspetti generali e specifici della didattica natatoria in età precoce.

Denominato nella prima pubblicazione del 1990 “metodo sensoriale”, oggi viene più propriamente definito “senso-motorio-riflesso-facilitato” o, più comunemente metodo Giletto.

 

 

PRESUPPOSTI SCIENTIFICI
Dopo aver considerato le fasce di età a cui andava riferita la mia metodologia , in una scala di valori virtuale verso una conoscenza approfondita del bambino nei suoi primi tre anni di vita , il primo gradino sembrava metaforicamente rappresentato dallo studio del S.N.e dell’intelligenza percettiva.
La comprensione di certi meccanismi sinaptici e neuromotori faceva ipotizzare la possibilità di richiamare o ripristinare alcuni riflessi filogenetici e primordiali, allo scopo di ottenere un tipo di movimento adatto allo spostamento in immersione.
Si consideravano anche alcuni studi noti in letteratura sulla correlazione strettissima che intercorre tra la vita fetale e quella neonatale , così come pure si impostava un procedimento di lavoro che tenesse conto principalmente delle tappe evolutive inerenti lo sviluppo motorio , linguistico, psicologico e sociale del bambino.
Nella formulazione del metodo si considerava poi l’importanza del rapporto tra il lattante e la figura di riferimento, con particolare attenzione ad alcuni studi sulla Psicologia animale , allo scopo di evidenziare quanto divenisse fondamentale l’applicazione metodologico didattica in presenza della figura materna.
Si imponeva inoltre la scelta di una forma di comunicazione capace di stabilire un feed back positivo da parte del bambino.
Pertanto si considerava come punto di partenza il valore del dialogo tonico di Piaget e di certi meccanismi collegati alla valorizzazione del linguaggio gestuale e della mimica corporea.
In ultima analisi si sfruttava la plasticità del cervello in età infantile per l’interiorizzazione delle informazioni sensorie e la trasformazione di queste in risposte cinestesiche.

 

I RISULTATI

Nuotare prima di camminare:

Avete mai visto nuotare i bambini a 7/8 mesi?
Con il metodo Giletto si può ottenere l’autonomia natatoria anche sotto il primo anno di età.
Questo rappresenta non soltanto un fatto di moda, curiosità e costume, quanto piuttosto un’importante aspetto preventivo alla mortalità infantile per annegamento.
Le statistiche parlano chiaro: in Italia muoiono nell’acqua moltissimi bambini, anche solo per non riuscire ad aggrapparsi al bordo di una piscina, o perché non riescono a trattenere il fiato in apnea, ingerendo così anche piccole quantità di liquido, che poi finiscono nei polmoni, provocando nel giro di pochi minuti l’asfissia…
Il metodo Giletto ripristina nei bambini il riflesso di apnea e fornisce loro gli espedienti necessari per risalire in superficie, conducendo i piccoli alla capacità di porsi in galleggiamento supino per il rifornimento di aria (oltre che insegnargli ad raggiungere un appoggio vicino).
Il risultato più ecclatante è stato raggiunto da Manuel Tomelleri, che a 8 mesi ha percorso 25 mt. sul dorso, aggiudicandosi nel 1989 una targa di benemerito, nel corso del “Grande Gioco”, una importante manifestazione sportiva a Verona.

 

OBIETTIVI

Si è già analizzato come, in ambiente acquatico, sia possibile infondere nel bambino svariate impressioni cinestesiche .
La dimensione tridimensionale e l’annullamento della gravità, sono le caratteristiche principali che hanno motivato e condotto la scelta dell’espletamento del metodo in questo ambiente particolare.

Gli obbiettivi del metodo Giletto sono dunque quelli abilitativi e riabilitativi, supportati anche da una specifica analisi di come l’acqua possa agevolare gli esercizi da esso proposti, allo scopo di sviluppare una gamma più ampia possibile di percezioni sensomotorie nel bambino in età infantile.

Gli obbiettivi di questo metodo trovano un importante rinforzo nelle condizioni di sviluppo del Sistema Nervoso in questa fascia di età, nella quale la massa cerebrale appare ancora estremamente plastica.

Nel suo intento abilitativo generale, il metodo si propone, soprattutto, di contribuire alla prevenzione dell’insorgenza di atteggiamenti posturali scorretti che, se trascurati, possono degenerare in vere e proprie patologie, a danno non solo dell’apparato osteo-articolare, ma anche di altri sistemi, tra i quali, principalmente, quello circolatorio e quello respiratorio.

Nei suoi obbiettivi più specifici il metodo Giletto si propone come esercizio abilitativo delle disabilità psicomotorie in età infantile, spesso causate da traumi pre e post-partum, ma anche spesso conseguenti a cause non ben definite o definibili.

 

PROGETTO AQEA

Il progetto prevede un percorso in acqua che coinvolge la ginnastica per gestanti (PRE PARTO), nuoto neonatale (nuoto baby) e ginnastica  per mamme (POST PARTUM) chiamato PROGETTO MAMMA, dove ogni fase è caratterizzata da obiettivi specifici e da mezzi adeguati.

 

A.S.D.CHIMERA NUOTO E’ AFFILIATA ALLA SCUOLA NAZIONALE DI ACQUATICITA’ INFANTILE

I corsi che si svolgono seguono gli standard qualitativi della Scuola Nazionale di Educazione Acquatica Infantile(www.nuotobaby.com), il continuo aggiornamento degli istruttori e la formazione completa anche nel settore pre e post parto pone la scuola nuoto infantile del centro come assoluto riferimento qualitativo del settore.

 

FASCIA ORARIA:

VENERDI’                DALLE 10:00 ALLE 10:30

SABATO                  DALLE 9:30 ALLE 12:30, DALLE 18:30 ALLE 18:50

DOMENICA             DALLE 9:30 ALLE 10:30